Il progetto poi diventato startup Getaround, nato al Singularity University Graduate Studies Program 2009, ha vinto il Techcrunch Disrupt 2011 award la scorsa settimana a New York, emergendo tra 32 startup.

L’idea è geniale e semplice: vedete qui la demo vincitrice. Visto che le automobili sono inutilizzate, e quindi rappresentano una immobilizzazione di capitale, risorse, spazio, per oltre 22 ore al giorno in media, come trasformarle da costo a reddito? L’idea è sempice: un sistema di scambio peer to peer di automobili, per cui chiunque abbia un’auto che non sta usando la può affittare, gudagnando, ad altri utenti registrati.
Una mobile phone application consente di prenotare, pagare, trovare, aprire e avviare il veicolo, attrezzato con una semplice centralina che dialoga con i sistemi telefonici e wireless. Il tutto è assicurato dal partner Berkshire Hathaway, colosso assicurativo USA. Getaround prende il 40% del prezzo pagato dall’utente, competitivo sia con i costi di noleggio che con quelli di car sharing. Obiettivo ora: un milione di utenti entro un anno. Il potenziale è immenso, potrebbe volere dire eliminare il 50% e oltre delle auto parcheggiate nelle strade urbane, e cambiare radicalmente le dinamiche e le logiche sia della mobilità privata che dell’industria automobilistica. Cosa significa per i produttori di auto e per le società di autonoleggio? Se tutto restasse come prima il premio non si chiamerebbe ‘Disrupt’.