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IL MODO MIGLIORE PER PREVEDERE IL FUTURO E' INVENTARLO

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MOFFETT FIELD, California, USA and MILAN, ITALY – June 20, 2011 – Singularity University (SU) and Expo 2015 S.p.A. (Expo2015) today announce a multi-year partnership where Singularity University, as an aggregator of accelerating and exponential innovation, will help guide the technology thinking for Expo2015 as a lead research partner.

See video announcement here.

The theme of the 2015 Universal Expo is “Feeding the planet, energy for Life.” It is expected that over 100 countries will showcase the future of food production and sustainable living with cutting edge technologies and next-generation ideas.

A key artifact of previous Expos has been to leave behind an architectural legacy. However, Expo2015 has chosen a bold new path. Rather than a physical artifact, the intent is to design a very experiential Expo and leave behind a rich legacy of visionary and imaginative ideas and projects addressing global needs.

“The goals of Singularity University are very aligned with those of Expo2015,” said Dr. Giuseppe Sala, the Executive Director of Expo2015. “SU’s goals of addressing Humanity’s Grand Challenges align extremely well with the ambitions of Expo2015 to drive the future of food and sustainability on this planet. SU has already aggregated the top thinkers in the world in the fastest moving technologies and breakthroughs – this is an exciting partnership with unlimited potential.”

Expo2015 will tap into Singularity University’s key outputs, the Ten To the Ninth (10^9+) projects that challenge students to develop an idea to positively affect at least one billion people within 10 years. Food and sustainability are key Grand Challenges addressed by these projects.

“Expo2015 is committed to the future of food for the planet,” said Salim Ismail, Founding Executive Director and Global Ambassador of Singularity University. “The experiential nature of the Expo lends itself extremely well to showcase the technologies and breakthroughs that will transform the planet in the coming decades. We look forward to working with Expo2015 to bring forth breakthrough ideas and technologies for 2015.”

ABOUT SINGULARITY UNIVERSITY

Singularity University (SU) is an interdisciplinary university whose mission is to assemble, educate and inspire a cadre of leaders who strive to understand and facilitate the development of exponentially advancing technologies in order to address humanity’s grand challenges. With the support of a broad range of leaders in academia, business and government, SU hopes to stimulate groundbreaking, disruptive thinking and solutions aimed at solving some of the planet’s most pressing challenges. SU is based at the NASA Ames campus in Silicon Valley. For more information, go to www.singularityu.org and follow SU on www.twitter.com/singularityu and at www.facebook.com/singularityu.

ABOUT EXPO2015

Expo 2015 S.p.A. is the company dedicated to the organization, site construction and management of the Universal Exposition to be held in Milan, Italy (“Expo Milano 2015”). Expo Milano 2015 is a global cultural, educational and scientific project bringing together countries, organizations, companies and citizens to explore and contribute to the progress of one of the world’s most pressing challenges: Feeding the Planet. Expo Milano 2015 will leverage tomorrow’s technology to showcase innovative, sustainable solutions to the global food challenge and to create a unique visitor experience.

For more information, go to www.expo2015.org or follow Expo Milano on www.twitter.com/Expo2015Milano and at www.youtube.com/user/expomilanotv.


Il programma alla Singularity University procede a ritmo serrato, con visite ad alcune delle più innovative aziende della Silicon Valley. E si scoprono storie interessanti, come questa: cosa succede quando una missione per mandare astronauti su Marte viene posticipata? Qualche giorno fa abbiamo visto alcune delle conseguenze, con una visita alla sede di Bloom Energy, che è nata come iniziativa privata proprio a seguito di questo cambiamento di programma. Siccome per andare su Marte ci vogliono alcuni mesi, è indispensabile progettare sistemi che consentano di vivere secondo cicli chiusi, recuperare interamente acqua e l’ossigeno che servono per il sostentamento delle persone, con altissima efficienza. Per questo K.R. Shridar al centro di ricerca NASA Ames aveva inventato una cella a combustibile che usando energia fotovoltaica avrebbe prodotto l’ossigeno che serviva agli astronauti. Se ci pensiamo questa è la stessa cosa che dobbiamo fare sulla terra, imparare a usare tutte le risorse secondo cicli chiusi, perché di fatto il pianeta terra è un sistema chiuso come lo è un’astronave.

Con il cambiamento di programma dovuto a problemi di budget, Shridar ha pensato di ‘invertire’ il meccanismo e sostanzialmente usare la stessa tecnologia per produrre energia, usando combustibili sia fossili che rinnovabili per produrre elettricità e calore senza inquinare. Il progetto è diventato un’azienda, Bloom Energy, che negli ultimi 8 anni ha raccolto 400 milioni di dollari di finanziamenti da alcuni dei maggiori Venture Capital della Silicon Valley. Il prodotto viene già utilizzato da oltre due anni da grandi aziende, come Google e Ebay, il prezzo è ancora alto ma la ragione è evidente: siamo ancora alla fase di produzione su piccolissima scala. Il prodotto è fatto con materiali sia comuni che rivoluzionari – si usano come materie prime sabbia, inchiostri con una composizione segretissima a base di nanoparticelle. Il tutto è assemblato con sigillanti che devono resistere per almeno un decennio a tempreature sopra gli 850 gradi. Nel momento in cui si andrà su produzione di serie, il prezzo potrà rendere il prodotto competitivo anche per un uso domestico. In una prima fase chiunque abbia un collegamento con gas metano potrà produrre a casa propria l’energia che gli serve con un livello di efficienza doppio di quello attuale, e dimezzando le emissioni inquinanti. Ma la fase successiva è quella ancora più interessate, quando celle di piccole o grandi dimensioni saranno reversibili: potranno sia produrre energia, che produrre combustibile, come idrogeno che potrà essere immagazzinato, usando energia in entrata prodotto con fonti rinnovabili come da pannelli fotovoltaici. Milioni di prosumer di energia, questo è lo scenario del prossimo futuro.

Eric Ezechieli

“Il futuro umano dipende dalla nostra capacità di combinare la conoscenza scientifica con la saggezza della natura.” – Charles P. Lindberg

Nel mio post precedente ho scritto cosa accade quando al ‘+’ si sostituisce il segno ‘x’: si innesca una crescita esponenziale. Una storia accaduta nel secolo scorso esemplifica come si possa scatenare tale dinamica nel mondo dell’innovazione e dà alcuni spunti sulla logica che viene perseguita anche nel progetto Singularity University.



Tra il 1926 e il 1929 il numero di passeggeri su voli commerciali negli USA crebbe di trenta volte, da 5.782 a 173.405. Questo incredibile salto fu l’inizio della moderna mobilità aerea, dell’industria e della cultura ed essa collegate e cambiò per sempre la dimensione percepita del pianeta terra. Prima del 1927 la gente non concepiva il volo aereo come qualcosa di accessibile. Non mancavano le competenze tecniche ma l’ostacolo fondamentale era la paura per una nuova tecnologia sconosciuta. Ma in quell’anno Charles Lindberg fece la sua leggendaria attraversata atlantica, e l’evento ebbe una tale risonanza da cambiare la percezione sul significato e sull’accessibilità dei voli per passeggeri. L’intero meccanismo di crescita esponenziale fu scatenato da un superpremio di 25.000 USD, offerto dal ricco albergatore Newyorchese Raymond Orteig a chi per primo avesse transvolato da New York a Parigi o vice versa. Nell’anno successivo la traversata Lindberg tenne 150 discorsi in 48 stati degli USA. Si stima che un quarto della popolazione americana dell’epoca, vide Lindberg di persona. Il premio mobilitò centinaia di persone e investimenti in innovazione di gran lunga superiori all’ammontare del premio stesso, senza contare le conseguenze economiche legate alla nascita della moderna industria aerea.



Nel 1996 Peter Diamandis, co-fondatore di SU, inizio a ‘ingegnerizzare’ la logica dei superpremi come meccanismo per accelerare l’innovazione, inventando l’’X Prize’. Il primo della serie – 10 milioni di USD al primo team privato in grado di mandare 3 persone nello spazio e riportarle a terra per due volte nel giro di due settimane – fu l’Ansari Space X Prize. Il premio fu vinto nel 2004 da Paul Allen e Burt Ratan, e scatenò innovazione nel settore spazio da parte di investitori privati almeno 10 volte superiore al monte premi. La X Prize Foundation è dedicata a trasformare interi settori e industrie come l’automotive, la genomica, l’information technology ecc. Diamandis sta condividendo con tutti noi i suoi 15 anni di esperienza in questo campo, sia quello che ha funzionato che i fallimenti. Uno dei refrain a Singularity è ‘sbaglia presto:’ per quanto possa suonare strano, è fondamentale non aspettare di avere tutte le risposte per passare all’azione. Solo con l’esperienza diretta si può imparare quello che serve per aggiustare il tiro in fretta e raggiungere grandi obiettivi. Come quello di tornare sulla Luna, almeno con un robot, missione per la quale Google ha messo in palio 30 milioni di dollari. Restando sulla terra invece, a settembre si concluderà l’X Prize per le automobili: vince 10 milioni di USD chi riesce a dimezzare i consumi di una normale auto. I concorrenti in finale sono 40, nessuno di questi è una nota azienda automobilistica.

Eric Ezechieli


Tutto quanto si fa a Singularity University si fonda sul concetto cruciale di ‘cambiamento esponenziale’. Ma cosa significa in pratica? La nostra comprensione del mondo è lineare, mentre la realtà in molti casi segue dinamiche esponenziali, che ci lasciano spiazzati. Trenta passi lineari fanno trenta passi, ma trenta passi esponeziali fanno un miliardo di passi. Quando una certa quantità viene sommata ad un’altra – usiamo quindi il segno ‘più’ – il risultato è una crescita lineare e di solito riusciamo a prevedere cosa succederà. Se voglio riempire un contenitore da mezzo litro aggiungendo due gocce d’acqua al minuto, posso prevedere che dopo quattro ore sarà pieno. Lo scenario cambia radicalmente quando al ‘più’ si sostituisce il segno ‘per’. Immaginate che lo stadio di San Siro sia una vasca: se lo voglio riempire con un contagocce magico che raddoppia (uso il segno ‘per’ due, invece di ‘più’ due) il numero di gocce ogni minuto, quanto tempo ci vorrà per riempirlo tutto? La risposta è lontana dalla nostra comprensione: bastano circa 49 minuti. La cosa ancora più difficile da digerire è che fino al minuto 42 la quantità di acqua sarà trascurabile e lo stadio sarà vuoto al 99%. Infatti, quando siamo all’1% di riempimento, con un raddoppio ogni minuto, bastano 7 minuti per andare oltre il 100%. Questa è la realtà esponenziale che stiamo vivendo oggi. Ci sono voluti 3 milioni di anni per arrivare al primo miliardo di persone, poco più di cento per il secondo miliardo, e meno di quarant’anni per passare da 3 a sei miliardi. Nel 2009 la popolazione mondiale è cresciuta ‘solo’ dell’1,167%. Questo vuole dire che, se il tasso di crescita rimanesse invariato, basteranno 850 anni per avere una persona per ogni metro quadro di terre emerse. Quando parliamo di ‘crescita’ di qualsiasi cosa, è fondamentale capire se questa crescita è ‘lineare’ o ‘esponenziale’ perché nel secondo caso accadranno cose inimmaginabili in un tempo molto più breve di quanto il nostro ‘buon senso’ ci suggerisca.
Se pensiamo a come hanno vissuto le nostre bisnonne, nella prima metà del secolo scorso, fondamentalmente la loro vita era uguale a quella delle precedenti 100 generazioni. Ci si spostava di pochi chilometri in tutta la vita e si leggevano poche pagine – o nessuna prima di Gutenberg. Si mangiava sempre lo stesso cibo coltivato a pochi chilometri da casa. Ci si addormentava col buio e ci si svegliava col sole, e la stragrande maggioranza delle risorse umane era dedicata a produrre cibo. Si conoscevano poche decine di persone, e le poche idee dominanti erano relativamente chiare e condivise. Ma nelle ultime due o tre generazioni abbiamo visto tutto questo cambiare radicalmente. Ecco l’esponenziale: una certa cosa si modifica in maniera lentissima, quasi impercettibile per decenni e poi, di colpo, esplode. Si stima che il nostro cervello raddoppi la propria capacità di elaborare informazioni ogni 750.000 anni. Ma la quantità di informazioni disponibili sul pianeta, ai ritmi del 2010, raddoppia in 10 mesi. La legge che governa questo processo è quella di Moore, che tutti conosciamo. Ma c’è dell’altro. Una priorità di SU è dare le competenze per capire queste dinamiche, con le loro implicazioni sia positive che negative. Pensiamo all’energia: oggi il solare fotovoltaico o l’energia eolica rappresentano uno ‘zero virgola’ della produzione globale di energia. Ma stanno crescendo secondo dinamiche esponenziali, con crescite del 100% ogni 2-3 anni. Quando arrivassimo all’1% di energia pulita dal sole, basterebbero 7 raddoppi per arrivare oltre al 100%. Allo stesso tempo si trovano nuovi materiali, le nanotecnologie consentono aumenti di efficienza e affidabilità, e i modelli di business si trasformano. La stima è che prima del 2020 l’elettricità da solare fotovoltaico costerà meno dell’elettricità da fonti fossili, senza nessun incentivo. E’ qui che si aprono nuovi scenari. Pensate di avere 100 milioni o un miliardo di produttori di energia elettrica: questo cambia gli equilibri politico-economici del pianeta. Il totale dell’energia fossile consumato dalla specie umana in tutta la sua storia corrisponde a un giorno di energia solare, ed il totale di riserve disponibili di tutte le energie fossili, come abbiamo calcolato con Michael Gelobter qualche giorno fa, corrisponde a non più di cinque giorni di irraggiamento del sole verso la terra. Intelligenza artificiale, robotica, Biotech, Nanotech, Information, sono alcune delle tecnologie che stanno crescendo esponenzialmente, il che presenta opportunità e rischi. Comunque il rischio più grande per la specie umana è la non comprensione della funzione esponenziale.
Eric Ezechieli

La mission di SU è di attrarre, educare, ispirare leader che comprendano le dinamiche esponenziali per sviluppare soluzioni ai più grandi problemi del nostro tempo. David S. Rose, direttore dell’area Imprenditoria e Finanza di SU, queste dinamiche le ha capite bene. Imprenditore seriale e fondatore di Angelsoft, ha chiare quali siano le regole del gioco per molti dei business del XXI secolo. Qualche giorno fa nella sessione serale (dalle 19.30 alle 21 di quasi tutti i giorni qui ad SU) ci ha spiegato perché tutto quello che crediamo di sapere è sbagliato. Negli ultimi 50 anni = due generazioni = quasi una cultura, abbiamo consolidato le nostre idee su come il mondo funziona e sulla base dei nostri modelli mentali prendiamo decisioni…sbagliate. Negli ultimi anni quattro fattori hanno cambiato radicalmente le regole del gioco del XXI secolo: la coda lunga, il web 2.0, la globalizzazione e la tendenza verso il ‘tutto gratis‘. La sommatoria di questi fattori produce una forza di cambiamento dirompente, in piena linea con le dinamiche esponenziali di cui SU si occupa. Nessun business è più al sicuro, soprattutto se si ragiona ancora come nel secolo scorso: mercati che si credevano inattaccabili si sgretolano nel giro di pochi anni, e altri ne nascono, crescono e prosperano altrettanto rapidamente. Google non esisteva 12 anni fa, oggi ha una capitalizzazione di mercato di 150 miliardi di USD. Facebook, fondata 6 anni fa da quattro ragazzini, ha 500 milioni di utilizzatori. E se questa vi sembra economia virtuale, c’è sempre eBay, uno dei più grandi mercati di ‘cose vere’ al mondo. La riduzione sistematica dei costi (leggi: legge di Moore, che Brad Templeton di SU definisce come una profezia autoavverante) per connettere tutto con tutto e la capacità di raccogliere e elaborare informazioni è lo lievito di questa torta. Il nostro compito ora è imbrigliare queste potenzialità per trovare soluzioni che non diventino i nostri problemi del futuro. Benvenuti (!?) nell’era esponenziale.
Eric Ezechieli

Trovate qui una foto taggata su Facebook del team 2010 del Graduate Studies Program alla Singularity University. Qualcuno mi ha chiesto quanto tempo ci ho messo a taggare tutti i nomi. 10 secondi, ho taggato il mio e ciascuno ha taggato il proprio o un paio di altri: crowdsourcing?
Eric Ezechieli