
Il programma alla Singularity University procede a ritmo serrato, con visite ad alcune delle più innovative aziende della Silicon Valley. E si scoprono storie interessanti, come questa: cosa succede quando una missione per mandare astronauti su Marte viene posticipata? Qualche giorno fa abbiamo visto alcune delle conseguenze, con una visita alla sede di Bloom Energy, che è nata come iniziativa privata proprio a seguito di questo cambiamento di programma. Siccome per andare su Marte ci vogliono alcuni mesi, è indispensabile progettare sistemi che consentano di vivere secondo cicli chiusi, recuperare interamente acqua e l’ossigeno che servono per il sostentamento delle persone, con altissima efficienza. Per questo K.R. Shridar al centro di ricerca NASA Ames aveva inventato una cella a combustibile che usando energia fotovoltaica avrebbe prodotto l’ossigeno che serviva agli astronauti. Se ci pensiamo questa è la stessa cosa che dobbiamo fare sulla terra, imparare a usare tutte le risorse secondo cicli chiusi, perché di fatto il pianeta terra è un sistema chiuso come lo è un’astronave.
Con il cambiamento di programma dovuto a problemi di budget, Shridar ha pensato di ‘invertire’ il meccanismo e sostanzialmente usare la stessa tecnologia per produrre energia, usando combustibili sia fossili che rinnovabili per produrre elettricità e calore senza inquinare. Il progetto è diventato un’azienda, Bloom Energy, che negli ultimi 8 anni ha raccolto 400 milioni di dollari di finanziamenti da alcuni dei maggiori Venture Capital della Silicon Valley. Il prodotto viene già utilizzato da oltre due anni da grandi aziende, come Google e Ebay, il prezzo è ancora alto ma la ragione è evidente: siamo ancora alla fase di produzione su piccolissima scala. Il prodotto è fatto con materiali sia comuni che rivoluzionari – si usano come materie prime sabbia, inchiostri con una composizione segretissima a base di nanoparticelle. Il tutto è assemblato con sigillanti che devono resistere per almeno un decennio a tempreature sopra gli 850 gradi. Nel momento in cui si andrà su produzione di serie, il prezzo potrà rendere il prodotto competitivo anche per un uso domestico. In una prima fase chiunque abbia un collegamento con gas metano potrà produrre a casa propria l’energia che gli serve con un livello di efficienza doppio di quello attuale, e dimezzando le emissioni inquinanti. Ma la fase successiva è quella ancora più interessate, quando celle di piccole o grandi dimensioni saranno reversibili: potranno sia produrre energia, che produrre combustibile, come idrogeno che potrà essere immagazzinato, usando energia in entrata prodotto con fonti rinnovabili come da pannelli fotovoltaici. Milioni di prosumer di energia, questo è lo scenario del prossimo futuro.
Eric Ezechieli






