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IL MODO MIGLIORE PER PREVEDERE IL FUTURO E' INVENTARLO

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Bob Metcalfe è una leggenda vivente: basti dire che ha inventato il protocollo Ethernet. Questa settimana ha passato una giornata con noi in SU in lezioni, incontri faccia a faccia e in piccoli gruppi. La sua vita è da sempre dedicata all’innovazione dirompente e oggi trova modi per utilizzare il potenziale di internet in vari campi, in particolare l’energia, la sanità, e l’educazione. Metcalfe gestisce anche un Venture Capital, Polaris, focalizzato su questi settori.
In questo video sintetizza in 60 secondi quale impatto avrà internet sui nostri sistemi universitari nei prossimi 10 anni.
Il tema fondamentale che oggi assorbe Bob è comunque l’energia, e la sua prospettiva è che ENERnet – la fusione delle reti elettriche con una architettura ispirata o governata da internet trasformerà radicalmente il settore, vista anche l’accelerazione esponenziale sul fronte batterie, fotovoltaico ecc. Vedremo un notevole cambiamento per la prima volta in 100 anni. Evolveremo verso sistemi energetici che eliminano gli effetti collaterali dei sistemi di oggi, sempre più liberi, affidabili, puliti, e a costi e rischi inferiori.
Metcalfe ha sintetizzato alcuni temi fondamentali che connettono internet e energia e di seguito trovate una sintesi:
TEMPISTICA: Internet ci ha messo oltre 60 anni ad arrivare al livello attuale, e crescendo ha distrutto le barriere tra settori che erano sempre stati separati, come la telefonia, video dati ecc. Allo stesso modo un nuovo paradigma energetico vedrà cadere barriere, ad esempio quella tra energia per trasporti privati e usi domestici e industriali: le auto diventano presto la centrale energetica degli edifici.
UN MOVIMENTO: la gente inizierà a ‘partecipare’ sempre di più nel modo dell’energia, e come per internet aumenterà esponenzialmente il numero di ‘energy prosumer.’
ENERGIA E AMBIENTE: i due ambiti ora sono strettamente connessi, in quanto l’ambiente è la ‘discarica’ dove riversiamo quello che rimane dai nostri processi di produzione di energia. Tuttavia nel futuro non saranno più connessi, potremo avere tutta l’energia che vogliamo senza danni ai sistemi che sostengono la vita sul pianeta. Internet non era connesso con l’ambiente, ma ora è diventato una delle principali risorse per sviluppare soluzioni che lo proteggono e lo rigenerano: pensate ad esempio al telelavoro che sostituisce viaggi in auto.
BANDA: internet non è cresciuta con la preoccupazione di limitare la larghezza di banda, e le politiche energetiche non dovrebbero essere guidate da restrizioni negli usi dell’energia, a condizione che sia pulita e se ne faccia un uso efficiente.
SORPRESE: la storia di internet è stata piena di sorprese e cambi i paradigma che hanno completamente cambiato gli scenari, lo stesso sarà per il mondo dell’energia.
BUBBLES: sia internet che l’energia sono soggetti a bolle speculative. Queste hanno l’aspetto positivo che quando crescono e scoppiano – si pensi al petrolio a 147 $ nel 2008 – accelerano l’innovazione.
LEGGI ESPONENZIALI: le leggi di crescita di performance e riduzione di costo di tecnologie energetiche pulite – come fotovoltaico e batterie – crescono anche più rapidamente della legge di Moore: entro al fine del decennio l’energia elettrica da fotovoltaico costerà meno di quella da fossile.
GOVERNI e RICERCA: in entrambi i casi è meglio se i governi lasciano il campo libero, tuttavia scelte di governo ben articolate possono accelerare notevolmente l’innovazione. Quanto alla ricerca, le università possono dare buoni risultati non tanto per come usano fondi pubblici – spesso i privati sono più produttivi – ma per il fatto che poi gli studenti vanno per il mondo e applicano autonomamente quanto hanno appreso.
ARCHITETTURE: per entrambi i sistemi serve un’architettura, e funzionano tanto meglio, costano meno, sono più efficienti e affidabili quanto più sono distribuiti. Anche le reti energetiche dovranno decentralizzarsi esponenzialmente.
SMART GRID: c’è un enorme confusione su questo tema. E’ fondamentale chiarire che Internet non è l’hardware ma è il pannello di controllo della smart grid, quindi non dovrà portare l’energia, ma gestirla.
ACCUMULO: una delle chiavi del successo dei computer è stato il calo dei costi di immagazzinamento dei dati. Se questo non fosse possibile sarebbe un incubo. Allo stesso tipo di situazione arriveremo con l’energia, che oggi non sappiamo accumulare, e una delle chiavi sarà sicuramente l’accumulo distribuito.
WILD CARDS: gli imprevisti saranno determinanti anche in campo energetico, come youtube o google lo sono stati nella storia di Internet. Quale sarà l’equivalente di youtube per l’energia?
OSTACOLI: questi sono più legati alla presenza di poteri consolidati che a difficoltà tecnologiche o economiche. Per Internet è stato più facile superare le resistenza di quanto lo sia in campo energetico, perché la situazione era nuova per tutti. Lo stesso tipo di situazione si sta creando con l’avanzamento esponenziale delle tecnologie energetiche. Comunque la prima area dove intervenire è quella che sta tra l’utilizzo finale e il contatore, perché l’area dal contatore alla distribuzione alla produzione è molto rigidamente controllata. In quest’area tutto quanto riguarda l’efficienza negli usi finali è fondamentale, perché dà vantaggi economici.
Eric Ezechieli

“Il futuro umano dipende dalla nostra capacità di combinare la conoscenza scientifica con la saggezza della natura.” – Charles P. Lindberg

Nel mio post precedente ho scritto cosa accade quando al ‘+’ si sostituisce il segno ‘x’: si innesca una crescita esponenziale. Una storia accaduta nel secolo scorso esemplifica come si possa scatenare tale dinamica nel mondo dell’innovazione e dà alcuni spunti sulla logica che viene perseguita anche nel progetto Singularity University.



Tra il 1926 e il 1929 il numero di passeggeri su voli commerciali negli USA crebbe di trenta volte, da 5.782 a 173.405. Questo incredibile salto fu l’inizio della moderna mobilità aerea, dell’industria e della cultura ed essa collegate e cambiò per sempre la dimensione percepita del pianeta terra. Prima del 1927 la gente non concepiva il volo aereo come qualcosa di accessibile. Non mancavano le competenze tecniche ma l’ostacolo fondamentale era la paura per una nuova tecnologia sconosciuta. Ma in quell’anno Charles Lindberg fece la sua leggendaria attraversata atlantica, e l’evento ebbe una tale risonanza da cambiare la percezione sul significato e sull’accessibilità dei voli per passeggeri. L’intero meccanismo di crescita esponenziale fu scatenato da un superpremio di 25.000 USD, offerto dal ricco albergatore Newyorchese Raymond Orteig a chi per primo avesse transvolato da New York a Parigi o vice versa. Nell’anno successivo la traversata Lindberg tenne 150 discorsi in 48 stati degli USA. Si stima che un quarto della popolazione americana dell’epoca, vide Lindberg di persona. Il premio mobilitò centinaia di persone e investimenti in innovazione di gran lunga superiori all’ammontare del premio stesso, senza contare le conseguenze economiche legate alla nascita della moderna industria aerea.



Nel 1996 Peter Diamandis, co-fondatore di SU, inizio a ‘ingegnerizzare’ la logica dei superpremi come meccanismo per accelerare l’innovazione, inventando l’’X Prize’. Il primo della serie – 10 milioni di USD al primo team privato in grado di mandare 3 persone nello spazio e riportarle a terra per due volte nel giro di due settimane – fu l’Ansari Space X Prize. Il premio fu vinto nel 2004 da Paul Allen e Burt Ratan, e scatenò innovazione nel settore spazio da parte di investitori privati almeno 10 volte superiore al monte premi. La X Prize Foundation è dedicata a trasformare interi settori e industrie come l’automotive, la genomica, l’information technology ecc. Diamandis sta condividendo con tutti noi i suoi 15 anni di esperienza in questo campo, sia quello che ha funzionato che i fallimenti. Uno dei refrain a Singularity è ‘sbaglia presto:’ per quanto possa suonare strano, è fondamentale non aspettare di avere tutte le risposte per passare all’azione. Solo con l’esperienza diretta si può imparare quello che serve per aggiustare il tiro in fretta e raggiungere grandi obiettivi. Come quello di tornare sulla Luna, almeno con un robot, missione per la quale Google ha messo in palio 30 milioni di dollari. Restando sulla terra invece, a settembre si concluderà l’X Prize per le automobili: vince 10 milioni di USD chi riesce a dimezzare i consumi di una normale auto. I concorrenti in finale sono 40, nessuno di questi è una nota azienda automobilistica.

Eric Ezechieli


Tutto quanto si fa a Singularity University si fonda sul concetto cruciale di ‘cambiamento esponenziale’. Ma cosa significa in pratica? La nostra comprensione del mondo è lineare, mentre la realtà in molti casi segue dinamiche esponenziali, che ci lasciano spiazzati. Trenta passi lineari fanno trenta passi, ma trenta passi esponeziali fanno un miliardo di passi. Quando una certa quantità viene sommata ad un’altra – usiamo quindi il segno ‘più’ – il risultato è una crescita lineare e di solito riusciamo a prevedere cosa succederà. Se voglio riempire un contenitore da mezzo litro aggiungendo due gocce d’acqua al minuto, posso prevedere che dopo quattro ore sarà pieno. Lo scenario cambia radicalmente quando al ‘più’ si sostituisce il segno ‘per’. Immaginate che lo stadio di San Siro sia una vasca: se lo voglio riempire con un contagocce magico che raddoppia (uso il segno ‘per’ due, invece di ‘più’ due) il numero di gocce ogni minuto, quanto tempo ci vorrà per riempirlo tutto? La risposta è lontana dalla nostra comprensione: bastano circa 49 minuti. La cosa ancora più difficile da digerire è che fino al minuto 42 la quantità di acqua sarà trascurabile e lo stadio sarà vuoto al 99%. Infatti, quando siamo all’1% di riempimento, con un raddoppio ogni minuto, bastano 7 minuti per andare oltre il 100%. Questa è la realtà esponenziale che stiamo vivendo oggi. Ci sono voluti 3 milioni di anni per arrivare al primo miliardo di persone, poco più di cento per il secondo miliardo, e meno di quarant’anni per passare da 3 a sei miliardi. Nel 2009 la popolazione mondiale è cresciuta ‘solo’ dell’1,167%. Questo vuole dire che, se il tasso di crescita rimanesse invariato, basteranno 850 anni per avere una persona per ogni metro quadro di terre emerse. Quando parliamo di ‘crescita’ di qualsiasi cosa, è fondamentale capire se questa crescita è ‘lineare’ o ‘esponenziale’ perché nel secondo caso accadranno cose inimmaginabili in un tempo molto più breve di quanto il nostro ‘buon senso’ ci suggerisca.
Se pensiamo a come hanno vissuto le nostre bisnonne, nella prima metà del secolo scorso, fondamentalmente la loro vita era uguale a quella delle precedenti 100 generazioni. Ci si spostava di pochi chilometri in tutta la vita e si leggevano poche pagine – o nessuna prima di Gutenberg. Si mangiava sempre lo stesso cibo coltivato a pochi chilometri da casa. Ci si addormentava col buio e ci si svegliava col sole, e la stragrande maggioranza delle risorse umane era dedicata a produrre cibo. Si conoscevano poche decine di persone, e le poche idee dominanti erano relativamente chiare e condivise. Ma nelle ultime due o tre generazioni abbiamo visto tutto questo cambiare radicalmente. Ecco l’esponenziale: una certa cosa si modifica in maniera lentissima, quasi impercettibile per decenni e poi, di colpo, esplode. Si stima che il nostro cervello raddoppi la propria capacità di elaborare informazioni ogni 750.000 anni. Ma la quantità di informazioni disponibili sul pianeta, ai ritmi del 2010, raddoppia in 10 mesi. La legge che governa questo processo è quella di Moore, che tutti conosciamo. Ma c’è dell’altro. Una priorità di SU è dare le competenze per capire queste dinamiche, con le loro implicazioni sia positive che negative. Pensiamo all’energia: oggi il solare fotovoltaico o l’energia eolica rappresentano uno ‘zero virgola’ della produzione globale di energia. Ma stanno crescendo secondo dinamiche esponenziali, con crescite del 100% ogni 2-3 anni. Quando arrivassimo all’1% di energia pulita dal sole, basterebbero 7 raddoppi per arrivare oltre al 100%. Allo stesso tempo si trovano nuovi materiali, le nanotecnologie consentono aumenti di efficienza e affidabilità, e i modelli di business si trasformano. La stima è che prima del 2020 l’elettricità da solare fotovoltaico costerà meno dell’elettricità da fonti fossili, senza nessun incentivo. E’ qui che si aprono nuovi scenari. Pensate di avere 100 milioni o un miliardo di produttori di energia elettrica: questo cambia gli equilibri politico-economici del pianeta. Il totale dell’energia fossile consumato dalla specie umana in tutta la sua storia corrisponde a un giorno di energia solare, ed il totale di riserve disponibili di tutte le energie fossili, come abbiamo calcolato con Michael Gelobter qualche giorno fa, corrisponde a non più di cinque giorni di irraggiamento del sole verso la terra. Intelligenza artificiale, robotica, Biotech, Nanotech, Information, sono alcune delle tecnologie che stanno crescendo esponenzialmente, il che presenta opportunità e rischi. Comunque il rischio più grande per la specie umana è la non comprensione della funzione esponenziale.
Eric Ezechieli

La mission di SU è di attrarre, educare, ispirare leader che comprendano le dinamiche esponenziali per sviluppare soluzioni ai più grandi problemi del nostro tempo. David S. Rose, direttore dell’area Imprenditoria e Finanza di SU, queste dinamiche le ha capite bene. Imprenditore seriale e fondatore di Angelsoft, ha chiare quali siano le regole del gioco per molti dei business del XXI secolo. Qualche giorno fa nella sessione serale (dalle 19.30 alle 21 di quasi tutti i giorni qui ad SU) ci ha spiegato perché tutto quello che crediamo di sapere è sbagliato. Negli ultimi 50 anni = due generazioni = quasi una cultura, abbiamo consolidato le nostre idee su come il mondo funziona e sulla base dei nostri modelli mentali prendiamo decisioni…sbagliate. Negli ultimi anni quattro fattori hanno cambiato radicalmente le regole del gioco del XXI secolo: la coda lunga, il web 2.0, la globalizzazione e la tendenza verso il ‘tutto gratis‘. La sommatoria di questi fattori produce una forza di cambiamento dirompente, in piena linea con le dinamiche esponenziali di cui SU si occupa. Nessun business è più al sicuro, soprattutto se si ragiona ancora come nel secolo scorso: mercati che si credevano inattaccabili si sgretolano nel giro di pochi anni, e altri ne nascono, crescono e prosperano altrettanto rapidamente. Google non esisteva 12 anni fa, oggi ha una capitalizzazione di mercato di 150 miliardi di USD. Facebook, fondata 6 anni fa da quattro ragazzini, ha 500 milioni di utilizzatori. E se questa vi sembra economia virtuale, c’è sempre eBay, uno dei più grandi mercati di ‘cose vere’ al mondo. La riduzione sistematica dei costi (leggi: legge di Moore, che Brad Templeton di SU definisce come una profezia autoavverante) per connettere tutto con tutto e la capacità di raccogliere e elaborare informazioni è lo lievito di questa torta. Il nostro compito ora è imbrigliare queste potenzialità per trovare soluzioni che non diventino i nostri problemi del futuro. Benvenuti (!?) nell’era esponenziale.
Eric Ezechieli

Trovate qui una foto taggata su Facebook del team 2010 del Graduate Studies Program alla Singularity University. Qualcuno mi ha chiesto quanto tempo ci ho messo a taggare tutti i nomi. 10 secondi, ho taggato il mio e ciascuno ha taggato il proprio o un paio di altri: crowdsourcing?
Eric Ezechieli